La collaborazione tra la ASL di Rieti e l’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Jucci” nasce nel 2018 con il Liceo Scientifico e rappresenta una delle prime esperienze strutturate del territorio dedicate alla promozione della salute, alla prevenzione del disagio giovanile e al contrasto delle dipendenze.

Da quella prima esperienza il progetto si è progressivamente ampliato, coinvolgendo negli anni numerose scuole superiori, diversi plessi e differenti indirizzi di studio della provincia di Rieti. Il percorso si è sviluppato attraverso la collaborazione con il sociologo Massimo De Angelis e con i professionisti dei servizi sanitari della ASL di Rieti.

L’obiettivo non è soltanto informare gli studenti sui rischi legati alle dipendenze, ma aiutarli a comprendere la complessità del disagio giovanile. Dipendenze da sostanze, alcol, tabacco e nuove dipendenze comportamentali possono infatti essere collegate a difficoltà relazionali, isolamento, bisogno di riconoscimento e scarsa capacità di gestire le emozioni.

La scuola diventa quindi uno spazio privilegiato di ascolto, confronto e prevenzione, attraverso incontri, laboratori e attività svolte insieme agli operatori sanitari. In questo modo gli studenti possono acquisire informazioni corrette, riconoscere i segnali di disagio e sviluppare maggiore consapevolezza rispetto alle proprie scelte.

Un altro tema centrale del progetto è l’inclusione. La persona che vive una condizione di dipendenza o di sofferenza mentale non deve essere ridotta al proprio problema. Contrastare il pregiudizio significa riconoscere la dignità della persona e costruire una comunità capace di offrire sostegno, ascolto e solidarietà.

Il percorso richiama anche il pensiero di Zygmunt Bauman, che ha descritto una società caratterizzata da trasformazioni rapide, identità fluide e crescente incertezza. In questo contesto, educare significa aiutare i giovani a sviluppare capacità di scelta, responsabilità e consapevolezza.

Il progetto nato nel 2018 con il Liceo Scientifico “Carlo Jucci” continua quindi a rappresentare un modello di collaborazione tra scuola e sanità, capace di adattarsi ai nuovi bisogni degli adolescenti e di promuovere una cultura della prevenzione, dell’inclusione e della responsabilità.